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"Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni."
(Eleanor Roosevelt)



martedì 2 aprile 2013

È tempo di carciofi senza spine | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto.

Fonte: | Slow Food - Buono, Pulito e Giusto.

02/04/2013 - La primavera si fa attendere e vannoa ncora per la maggirore catalogne, cime di rapa, coste e cavolfiori. In questa situazione atipica, il consiglio va sui carciofi primaverili


Con il persistere del freddo in tutta Europa, cosa strana per fine marzo soprattutto nel Sud Italia, si profila una stagione sicuramente poco abbondante per la frutta. C’è un grosso ritardo nella fioritura, in Puglia addirittura ci sono ancora state delle gelate, e tutto fa pensare che la prossima campagna di pesche e albicocche sarà molto deludente in termini quantitativi: aspettiamoci prezzi più alti e una qualità media non eccelsa.

Il freddo è anche un elemento che al mercato orienta i gusti della domanda: non ci si sente ancora veramente in primavera e così continuano a essere vendute in maniera importante le verdure che gli operatori chiamano “cotte”, quelle da cucinare e non da mangiare crude. Così, anche se siamo a Pasqua, stanno ancora andando per la maggiore le catalogne, le cime di rapa, le coste e i cavolfiori, quando di solito in questo periodo avrebbero già esaurito il loro appeal commerciale.

In questa situazione atipica, il consiglio va comunque sui carciofi primaverili, le mammole delle varietà senza spine dette “inermi”, come il carciofo romanesco le cui due varietà principali sono il “Campagnano” e il “Castellammare”. Sono perfetti per le tipiche ricette romane, per una torta pasqualina o come contorno. Il freddo e gli sbalzi di temperatura di solito rendono più teneri i carciofi e così se da un lato si trovano ancora degli spinosi buoni (ad Albenga, in Sardegna o lo spinoso di Menfi in Sicilia, ottimo Presidio Slow Food) anche le prime produzioni delle varietà tipiche della bella stagione un po’ si avvantaggiano. Mammola o cimarolo non sono i nomi di due varietà, ma il primo getto centrale della pianta, quello più tenero che consente anche di consumare quasi tutto il gambo. Sono i carciofi di “primo taglio” che di solito costano di più ma che tuttavia si stanno vendendo a prezzi non esagerati, a partire da un euro l’uno. Si trovano anche già i getti secondari, che costano meno (50 o 60 centesimi l’uno) ma che, visto il meteo, sono comunque di buonissima qualità.

Questi carciofi provengono in gran parte da Campagna e Lazio. Ora ci sono due Presidi Slow Food in piena produzione e sono entrambi campani: il violetto di Castellammare (Na), una primizia che però nel periodo pasquale è al top, e il bianco di Pertosa (Sa), quasi argenteo, che tra l’altro resiste benissimo a questa basse temperature

Di Carlo Bogliotti - La Stampa 30/03/12
In foto: carciofo di Menfi ® Francesco Sottile

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martedì 5 febbraio 2013

Alla scoperta delle tradizioni carnevalesche con Slow Food

01/02/2013 - Alla scoperta delle tradizioni carnevalesche
Fonte www.slowfood.it


L’inizio di questo mese ci porta a spasso tra le tradizioni della nostra penisola per scoprire le dolci golosità della festa più colorata e divertente dell’anno: Carnevale. Le frittelle sono certamente le regine di questo periodo, declinate in mille varianti, a seconda dell’impasto di base da cui si parte, ma che in comune hanno il metodo con cui si cuociono: la frittura. La ricetta più diffusa e conosciuta è sicuramente quella delle chiacchiere, a base di farina, zucchero, burro e uova che, tirato a sfoglia e tagliato a strisce, losanghe, annodato o a fiocco viene immerso in olio bollente e spolverato di zucchero. Praticamente in ogni regione ne esiste una variante: bugie in Piemonte, lattughe in Lombardia, galani a Venezia, crostoli a Treviso, frappe e sfrappole in Emilia, cenci e donzelline in Toscana...Se la pasta invece di essere stesa viene lavorata a piccole palline, e spesso arricchita di dolci ripieni, diventa castagnola in Piemonte, fritola in Veneto o tortello dolce in Emilia Romagna.

Per chi non ama i fritti, la tradizione regala comunque ottime varianti: biscotti come i risulèn mantovani, nel cui impasto si aggiunge il vino bianco, gli scroccafusi marchigiani, che sostituiscono il vino con un liquore, il mistrà, i pugliesi taralli dolci al naspro, una glassa profumata di limone o la schiacciata dolce fiorentina, che oggi viene preparata anche in altri momenti dell’anno, ma solo in questo periodo appare nelle vetrine di tutti i forni e le pasticcerie di Firenze.

Il consiglioIl trucco per fritti croccanti e dorati? L’olio ben caldo, che coagula la superficie all’istante formando un guscio impenetrabile che lascia l’interno morbido e asciutto. Se non siete sicuri che l’olio sia a temperatura giusta, immergetevi un piccolo pezzo di pane: se si formano delle bollicine tutto intorno vuol dire che è pronto! Scegliete sempre oli che sopportino bene le alte temperature e abbiano un punto di fumo (temperatura oltre la quale il grasso alimentare comincia a bruciare, sprigionando sostanze nocive) molto alto, così anche un piatto goloso e ricco risulterà sano e digeribile.

Le ricettePer accontentare tutti i palati, una ricetta fritta e una al forno e una doppia versione delle più classiche castagnole. Buon appetito!

Giggi, Mattea Magistri, MessinaI giggi, dolcetti tipici delle Isole Eolie, fanno parte della folta schiera di frittelle che, in tutta Italia, a Carnevale, sono tuffate nell’olio di oliva bollente, asciugate e immerse nello zucchero semolato o spolverate di zucchero a velo.
Ingredienti:1 kg di farina di frumento, 6 tuorli d’uovozucchero semolato, 1 bicchiere di Malvasia5 bicchieri di vino cotto, olio di oliva150 gr di burro, cannella in polvere, un pizzico di saleTempo di preparazione e cottura: un’ora, più il riposoSistemate a fontana la farina, mettete nella conca centrale il burro a pezzetti, i tuorli d’uovo, quattro cucchiai di zucchero, il sale e incominciate a lavorare, aggiungendo la Malvasia poco alla volta. Amalgamate bene tutti gli ingredienti e, ottenuto un impasto omogeneo e morbido, lasciate riposare per un’ora. Modellate tanti bastoncini di pasta di circa un centimetro di diametro, che taglierete in pezzetti lunghi due o tre centimetri. Friggeteli in abbondante olio di oliva, asciugate su carta assorbente e immergeteli in una casseruola in cui avrete portato a ebollizione il vino cotto. Lasciateli alcuni minuti, scolateli e passateli nello zucchero aromatizzato con la cannella.

Berlingozzo, Pasticceria Carli, Lamporecchio (Pistoia)Molto antico e originariamente legato al Carnevale, il berlingozzo (toscano, in particolare pistoiese) oggi si consuma inzuppato nel caffelatte a colazione o intinto nel Vin Santo a fine pasto.
Ingredienti:900 gr di farina di frumento di tipo 0, 6 uova intere e 6 tuorli1 kg di zucchero, essenza di aniceTempo di preparazione e cottura: 40 minutiBattete insieme i tuorli e le uova intere. Aggiungete quindi lo zucchero e l’aroma di anice, quindi incorporate pian piano la farina (la pasticceria di Lamporecchio usa una farina di tipo “debole”, più adatta di altre a questo tipo di dolce). Quando l’impasto raggiunge una consistenza media, ricavate un grosso cilindro lungo 40 centimetri. Adagiatelo su un foglio di carta da forno e richiudetelo a ciambella. Cuocete in forno per 20-25 minuti a 190°C.

Tratte da Le ricette di Osterie d’Italia, Slow Food Editore

Castagnole, Marina Marini, ForlìIngredienti:500 gr di farina di frumento tipo 00, 16 g di lievito3 uova, 6 cucchiai di zucchero semolato2 bicchierini di Cognac, il succo di mezzo limone25 gr di burro, 4 cucchiai di olio di oliva0,5 gr di vanillina, un pizzico di salePer la frittura e la finitura: zucchero semolato o alchermes olio di olivaTempo di preparazione e cottura: un’oraPer le castagnole fritte, ponete in una terrina la farina, lo zucchero, il burro fuso a bagnomaria e lasciato intiepidire, l’olio, il succo di limone e il Cognac. Amalgamate il tutto, ottenendo un impasto piuttosto asciutto. A parte montate a neve fermissima gli albumi d’uovo con l’aggiunta di un pizzico di sale. Unite all’impasto dapprima i tuorli, rigirando con cura, poi, delicatamente, gli albumi, la vanillina e, per ultimo, il lievito setacciato. L’impasto finale deve avere una consistenza media, tale da poter essere porzionato con un cucchiaino. In una larga padella dai bordi piuttosto alti fate scaldare abbondante olio e calate, poche alla volta, le palline di impasto, usando un cucchiaino come dosatore. Fatele dorare da entrambi i lati rigirandole spesso, scolate e mettetele ad asciugare su carta assorbente. Adagiate le castagnole ancora calde in un largo vassoio. Spolverate con zucchero semolato o, se preferite, irrorate con alchermes. Nella versione al forno la procedura per l’impasto resta la stessa, ma agli ingredienti si aggiungono anche 20 grammi di fecola di patate e cinque cucchiai di latte; il burro sale a 30 grammi e il Cognac è sostituito da un bicchierino di liquore più dolce, di solito al limone. L’impasto, suddiviso in palline della dimensione di una noce, deve essere cotto sulla placca del forno, o in una teglia imburrata o foderata con carta da forno, a 180°C per circa 12 minuti. A cottura ultimata spolverate con abbondante zucchero a velo, aggiungendo se lo gradite qualche goccia di alchermes.

Tratto da Torte budini, biscotti e frittelle - 620 dolci della tradizione, Slow Food Editore

Beviamoci sopra!Il carnevale è momento di festa, di fritti e di bevute, come già raccontava Bruegel il Vecchio. E proprio pensando alle bevute, ecco i nostri consigli per abbinamenti di successo: questa volta, accanto al vino, proponiamo anche alcune birre, che non possono mancare nei momenti di festa.
Zagara - Birrificio Barley - Maracalagonis (Ca)Birra dal colore chiaro, prodotta con miele di arancio, di cui si sentono le note fresche e profumate. La sua moderata dolcezza e la bella gasatura la rendono perfetta con i dolci fritti del carnevale.
La Mancina - Birra del Forte - Pietrasanta (Lu)Nonostante l'elevata gradazione alcolica (7,5%) questa birra è estremamente piacevole. Le note dolci e floreali contrastano bene con le leggere speziature di luppolo, che la rendono perfetta per accompagnare frittelle di frutta.
Moscato di Terracina Amabile Templum 2011 - Sant'Andrea - Terracina (Lt) Forse poco conosciuto, questo vino bianco ha una grande aromaticità ed è ben bilanciato in dolcezza, acidità e sapidità, adattandosi molto bene ai fritti dolci.


Tratti da Slow Wine 2013 e Guida alle Birre d’Italia 2013 , Slow Food Editore

E dalle vostre parti come si chiamano i dolci tipici del carnevale? E di solito con che bevanda li accompagnate?? Aiutateci a completare l’ideale giro d’Italia dedicato ai dolci di questa festa!

Foto: Buari/flickr

domenica 28 ottobre 2012

Pubblicato su www.slowfood.it

27/10/2012
Passeggiando tra i cibi del mondo: curiosità dal Salone del Gusto e Terra Madre
Dove trovare la magia del più grande evento dedicato al cibo di qualità del mondo? Nel melting pot di diversità e umanità che si riunisce appuntamento a Torino fino a lunedì 29 ottobre. Il Salone del Gusto, da questa edizione evento unico insieme a Terra Madre, non è soltanto cibo, o meglio, non consiste solo nell’alchimia dei gusti, dei sapori, degli aromi. Molto del senso di questo crocevia internazionale e della filosofia del buono, pulito e giusto sta nelle mani dei produttori, nel sorriso e nelle rughe dei contadini, nel brusìo delle chiacchiere dei visitatori di tutto il mondo a spasso per gli stand.

domenica 8 aprile 2012

PIZZA DI PANE RAFFERMO


 
Per non gettare via il cibo avanzato, si può prendere spunto dalle numerose ricette della nonna, che fanno bene alla tasca e anche all'ambiente. Eccone una relativa al pane.





 INGREDIENTI:
250 gr di pane raffermo
500 ml di latte
sale
1 cucchiaio di pecorino
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
6/7 pomodorini freschi o in scatola
1 spicchio d’aglio
1 pizzico di origano
2 cucchiai di pangrattato

PROCEDIMENTO: tagliare il pane in quadrettini e metterlo in una scodella con il latte a spugnare, per un paio d’ore (il tempo dipende da quanto sia raffermo il pane); poi con le mani  premere tutti i pezzetti fino ad impastarlo con il latte e rendendolo omogeneo; aggiungere il sale, il pangrattato, il pecorino e porre il composto così ottenuto in una teglia foderata di carta forno ben oleata, cercando di schiacciarla a mo’ di base; aggiungere i 6/7 pomodorini tagliati a metà o schiacciati (se prendete quelli in scatola metteteli  asciutti, senza liquido), aggiustare di sale, olio, aggiungere l’aglio a pezzetti piccoli e l’origano. Poi in forno ad una temperatura di 220 gradi per circa 20 min, poi a grill per 10 min. Servire tiepida e buon appetito!

venerdì 6 aprile 2012

La seconda vita degli agrumi

Pubblicato su www.nonsprecare.it/


Sbucciati limoni, arance e mandarini si pensa che la loro destinazione debba essere per forza la spazzatura, ma non è così: le scorze di un limone spremuto, ad esempio, vi risulteranno utilissime, anche grazie al succo ancora trattenuto dalla polpa rimasta, per lucidare fornelli, posate e stoviglie. Le scorze rimaste dalla preparazione di una fresca limonata vi verranno in aiuto nella lucidatura degli oggetti in rame, che ritorneranno splendenti come se fossero nuovi: un rimedio della nonna dagli esiti sorprendenti. Se volete rimettere a nuovo il fondo della vostra caffettiera poi, versatevi dell'acqua, del sale grosso e delle scorze di limone tritate. Lasciate riposare per alcune ore e risciacquate. Se sul fondo del vostro bollitore elettrico si è sedimentato del calcare, portate ad ebollizione dell'acqua in cui avrete immerso delle scorze di limone tritate; aggiungete quindi mezzo bicchiere di aceto e lasciate agire per almeno un'ora. Il calcare si dissolverà come per magia.

giovedì 15 marzo 2012

World Water Day 2012

International World Water Day is held annually on 22 March as a means of focusing attention on the importance of freshwater and advocating for the sustainable management of freshwater resources.


An international day to celebrate freshwater was recommended at the 1992 United Nations Conference on Environment and Development (UNCED). The United Nations General Assembly responded by designating 22 March 1993 as the first World Water Day.

Each year, World Water Day highlights a specific aspect of freshwater. On this page, we present a brief overview of the different themes that have been the focus of World Water Day celebrations.

http://www.unwater.org/worldwaterday/about.html

venerdì 17 febbraio 2012

L’ARTE TI FA GLI AUGURI

Fonte EPT Benevento

Visto il successo riscontrato nel 2011, anche per il 2012 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove l’iniziativa "LArte ti fa gli auguri", offrendo l'ingresso gratuito ai visitatori dei luoghi d'arte statali nel giorno del proprio compleanno.


La promozione consiste in un ingresso omaggio per i cittadini italiani e dell'Unione Europea ai luoghi della cultura statali nel giorno del proprio compleanno, esibendo la carta d'identità al botteghino.

Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei luoghi, l'ingresso omaggio sarà valido per il giorno successivo a quello di chiusura.

Le categorie già destinatarie di agevolazioni riceveranno un ingresso omaggio per un accompagnatore che non goda degli stessi benefici.

Inoltre, l'ingresso è sempre gratuito in Archivi e Biblioteche statali per tutti i cittadini appartenenti all'Unione Europea (senza distinzione di età) e nei musei, monumenti, gallerie ed aree archeologiche dello Stato per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni e superiore a 65 anni.

Nel Sannio, nel giorno del proprio compleanno, è possibile visitare gratuitamente il Teatro Romano, l’area archeologica ‘Antica Telesia’ di San Salvatore Telesino e il castello medioevale di Montesarchio. L’elenco completo di tutti i luoghi dell cultura visitabili è consultabile sul sito del Ministero: www.beniculturali.it.

sabato 21 gennaio 2012

Pasta e fagioli con le cotiche

Ingredienti: 300 gr. di fagioli bianche secchi (da tenere a mollo una notte), 300 gr. di pasta mista, 1/2 kg di cotiche, olio d'oliva, 1/2 bicchiere di salsa, sale. 

Procedimento: pulire le cotiche, immergerle in acqua bollente sino a rassodare il grasso. Scolarle e mondarle dal grasso. In una pentola lessare i fagioli e, a metà cottura, aggiungere i pezzi cotica e lasciar cuocere. In una casseruola far soffriggere aglio e olio, una volta imbiondito l'aglio, aggiungere i fagioli con le cotiche e far soffriggere il tutto per pochi minuti. Versare la salsa lasciando cuocere per circa mezz'ora. Intanto, da parte, cuocere la pasta, prima di completare la cottura scolare lasciando un po' d'acqua nella pentola e un po' in una tazza, versare la pasta nel sughetto e completare la cottura. Prima di servire lasciar riposare per pochi minuti.

mercoledì 11 gennaio 2012

Scarpariello

Ingredienti: 600 gr. di troccoli, 400 gr. di pomodorini freschi, olio d'oliva, sale, basilico fresco, peperoncino e parmigiano grattugiato.
Procedimento: in una pentola soffriggere l'olio con l'aglio ed il peperoncino, dopodiché versare i pomodorini leggermente schiacciati e svuotati dai semini, aggiungere il sale e far cuocere per circa mezz'ora. Intanto mettere a bollire una pentola d'acqua e cuocere gli spaghetti, giunti a cottura scolare e versare il sughetto e il formaggio, mescolare finché il formaggio non diventi filante ed aggiungere il basilico fresco sminuzzato. Servire.